Il primo nucleo di coloni, costituito da ottantacinque famiglie eoliane, giunse nell’isola nel 1763, difeso da guarnigioni di soldati ed accompagnato da operai addetti, sotto la direzione di regi ingegneri, alla costruzione delle fortificazioni, degli edifici pubblici e del centro abitato. A loro si deve lo spietramento e la messa a coltura dei terreni, la realizzazione di strade interne e delle prime case coloniche. Altro tentativo di colonizzazione c’era stato, però non autorizzato: nel 1761 un gruppo di liparoti si era trasferito a Ustica, ma l’8 settembre del 1762, dopo aver rintuzzato alcuni tentativi dei corsari, i coloni furono sorpresi da questi nel sonno e tratti in schiavitù a Tunisi.
The first group of settlers, made up of eighty-five Aeolian families, arrived in 1763, escorted by garrisons of soldiers and together with workers assigned, under the supervision of royal engineers, to the construction of the fortifications, the public buildings and the village. It was them who cleared the land of stones and cultivated it for the first time and built internal roads and the first farmhouses. An unauthorized colonization had already been attempted in 1761, when a group of Liparoti had moved to Ustica. But, on September 8, 1762, after driving off some corsair assaults, the settlers had been caught in their sleep and deported as slaves to Tunis
Una raccolta di ceramiche per pavimenti utilizzate nelle case usticesi tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Studiate dai nostri esperti, sono state individuate le ditte che le hanno realizzato e suddivise in due gruppi: prodotte in Sicilia e prodotte in Campania. La raccolta aiuta a ricostuire i miglioramnenti economici conseguiti dagli isolani nel periodo a cavallo tra i due secoli e come si sia passati dal semplice cotto alle mattonelle smaltate. La mostra allestita nella sede del Centro Studi nell'estate 2023 è stata esposta dal primo luglio al 31 agosto del 2023; partedi essa è ancora esposta.