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Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica

I nostri Appuntamenti

Mostre esposte

Mostre esposte

2025

  • Sterminio in Europa: Mostra dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi di sterminio nazisti, esposta per celebrare la Giornata della Memoria  (27 gennaio-2 febbraio)
  • Mostra I Relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934 in concomitanza della visita del gruppo Un Ponte per e ARCI per programma Tracce Coloniali (15-31 maggio)
  • Ustica:bellezza sommersa, fotografie macro di Federico Sartorio su Biologia marina presentata da Giacomo Calderaro (10-31 agosto )
  • Ustica vedute a confronto. Un viaggio nell’800 usticese attraverso le foto del Capitano Enrico D’Albertis, a cura di Mariella Barraco; in collaboratore del Museo delle Culture del Mondo Castello D’Albertis di Genova; Relatrici: Anna D’Albertis e Maria Camilla De Palma, direttrice del museo (15 settembre-15 ottobe)
  • La Pistata delle lenticchie, a cura di Nicola e Margherita Longo, esposta collateralmente all’annuale annullo postale (23 agosto)
  • “Lustrica” Taccuino di viaggio tra Mito, Natura e Storia disegni di Concetta De Pasquale, a cura di Valeria Li Vigni Tusa, Presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, presentata da Vito Ailara, Valeria Li Vigni Tusa, Andrea Di Pasquale (15 settembre-15 ottobre)
  • Vito Ailara, Valeria Li Vigni Tusa, Andrea De Pasquale (13 novembre -15 ottobre)
  • Mostra I Relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934 in concomitanza della visita del gruppo Un Ponte per e ARCI per programma Tracce Coloniali (26-31 ottobre)
  • Ustica Isola Prigione: dal confino al turismo, una selezione dell’omonima mostra già allestita nel 2019 (20 ottobre- 31 dicembre)

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  • 2024 
  • Mostra ANED su campi di sterminio nazisti (25 gennaio-4 febbraio) esposta in sede per la Giornata della Memoria (26 gennaio-2 febbraio)
  • Mostra di fotografie “Biologia subacquea raccontata con foto” di Bruno Pitruzzella esposta in sede (20 luglio-28 agosto) 
  • Il Confino politico a Ustica 1926/27 “Immotus nec iners”, allestimento e presentazione presso Associazione Culturale valdese “Ettore Serafino” a Pinerolo (19-28 apr) 
  • Mostra di fotografie “Th e Eyes of Humanity di Francesco Campolo, allestimento e presentazione in sede (31 agosto-10 settembre) 
  • 2023
  • Mostra ANED su campi di sterminio nazisti (25 gennaio-4 febbraio) (26-31 gennaio)
  • Mostra sulle ceramiche usticesi, a cura di Giacomo Lo Schiavo e Daniela Bilello esposta in sede (1 luglio-31 agosto)
  • 2022
  • Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 “Immotus nec iners”, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta a Ghilarza (aprile)
  • 2020
  • Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 “Immotus nec iners”, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta a Siena (ottobre)
  • 2019
  • Ustica isola prigione: dal confino al turismo, esposta in sede a cura di M. Grazia Barraco, esposta  a Ustica (luglio-settembre)
  • 2017
  • Ustica isola prigione: dal confino al turismo, esposta in sede a cura di M. Grazia Barraco, integrata ed esposta  a Ustica (luglio-settembre)
  • Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 “Immotus nec iners”, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta a Bruxelles (novembre)
  • 2016
  • Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 “Immotus nec iners”, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta in sede a Ustica (luglio-settembre)
  • 2015
  • Ustica prima dell’uomo, a cura di Francesco Foresta Martin e Sandro De Vita, esposta in sede a Ustica (Ottobre)
  • 2014
  • Ustica prima dell’uomo, a cura di Francesco Foresta Martin e Sandro De Vita, esposta a Palermo (Ottobre)
  • Ustica prima dell’uomo, a cura di Francesco Foresta Martin e Sandro De Vita, esposta a Ustica (luglio-settembre)
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, esposta a L’Aquila (settembre)
  • 2013
  • La Chiesa di Ustica, esposta nella Chiesa vecchia, esposta in sede (1-10 agosto)
  • L’emigrazione Usticese, a cura di V. Ailara, Giulio Calderaro, Franco Foresta Martin e M.G Barraco, esposta a Ustica (Lugio-settembre)
  • 2012
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, esposta a Vasto (settembre)
  • L’emigrazione Usticese, a cura di V. Ailara, Giulio Calderaro, Franco Foresta Martin e M.G Barraco, esposta a Ustica (Luglio-settembre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta a Saronno (novembre)
  • 2011
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, essposta apresso Liceo artistico G. Damiani Almeyda (11-19 marzo)
  • I nostri Manifesti, esposta a Ustica (Luglio-agosto)
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, esposta a Reggio Emilia (settembre)
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, essposta a Bucchianico (ottobre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta presso Università Milano (settembre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta a Sesto San Giovanni (ottobre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta a Milano (ottobre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta a Besana (ottobre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta  presso scuola Media Milano (ottobre)
  • 2010
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco esposta  a Ustica (Luglio-Agosto)
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco, esposta a Palermo Istituto Gramsci Siciliano (Ottobre)
  • La matita alla dinamite Vignette satiriche di Giuseppe Scalarini confinato politico a Ustica, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro e M. Grazia Barraco esposta a Palermo preso Istituto (Luglio-Agosto)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta a Tremiti (giugno)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, esposta a Ustica Settembre (settembre)
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta esposta a Tripoli (ottobre)
  • 2009
  • Vestisi in antico, a cura di Vito Ailara, Giulio Calderaro (Agosto-settembre)
  • 2008
  • La Sicilia di Carta, in collaborazione con la Fondazione banco di Sicilia
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, esposta a Ustia in onore dell’Ambasciatore della Libia (ottobre)
  • 2007
  • Andar per Ustica, a cura di Vito Ailara e Giulio Calderaro, esposta in sede (luglio-settembre)
  • 2006
  • L’isola dei vulcani, in collaborazione con la Fondazione banco di Sicilia esposta in sede (agosto-agosto)
  • 2005
  • Una storia raccontata da cartoline, a cura di Vito Ailara e Giuseppe Giacino (luglio-settembre)
  • 2004
  • I relegati Libici a Ustica dal 1911 al 1934, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta (ottobre)
  • La Pista delle lenticchie, a cura di Nicola e Margherita Longo, foto di Bruno Campolo (agosto)
  • 2000
  • Ustica degli anni Venti ricordando Nello Rosselli, a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta (Luglio-agosto)
  • 1999
  • I confinati: oppositori politici al confino di polizia nell’Italia fascista, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza di Parma, esposta a Ustica (21 agosto al 20 settembre 1999)
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News

  • Mostra Confino presso Istituto Gramsci Siciliano

    Inaugurazione mostra confino  17.10.2019 a Palermo

    Mostra Confino presso Istituto Gramsci Siciliano

     

     

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    Si è inaugurata la mostra "Il Confino Politico a Ustica nel 1926-1927 “Immotus nec iners” presso L'Istituto Gramsci Siciliano ai Cantieri Culturali della Zisa in Via Paolo Gili, 4.

    La mostra, curata da Vito Ailara e da Massimo Caserta ha riscosso notevole successo ed é stata molto apprezzata dalla stampa e dal pubblico nelle sue precedenti esposizioni come Roma e Bruxelles.
    Vi ricordiamo che la mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 14 dicembre, dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 17.00 e venerdì e sabato dalle 9.00 alle 13.00.
    Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni o il catalogo della mostra può scrivere a info@centrostudiustica.it
     
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Mostre

  • Andar per Ustica

    Le ricerche condotte dal Centro Studi nel suo decennio di attività

    Andar per Ustica

    Le ricerche condotte dal Centro Studi nel suo decennio di attività hanno consentito di disporre di numerose fotografie e cartoline oltre che di informazioni d’archivio sui collegamenti dell’isola con la “terraferma”, come veniva (ed ancora viene) chiamata la Sicilia, e Palermo in particolare, nonché sugli approdi nell’isola.

    Navi e approdi sono ovviamente due facce dello stesso problema, connesse nella logica e nella pratica. Per cui entrambi i problemi sono stati una preoccupazione costante degli isolani e dei loro amministratori sin dalla colonizzazione del 1763. C’è da aggiungere che i mezzi di collegamento hanno avuto una evoluzione più rapida rispetto agli approdi. E ciò non solo perché la realizzazione degli approdi ha un costo maggiore rispetto a quello dei bastimenti, ma anche perché si è considerato più urgente dare priorità a questi ultimi. Il progetto di colonizzazione dell’isola di Ustica avvenuta nel 1763 non aveva previsto un sistema di collegamenti regolari tra l’isola e Palermo.

    Nei primi anni i collegamenti, svolti da privati, erano finalizzati al trasporto da Palermo di ingegneri e operai addetti alle costruzioni delle fortificazioni, di militari e di funzionari, di derrate alimentari e di materiali da costruzione. Solo per la pozzolana talvolta venne effettuato il trasporto da Napoli. Successivamente, per le cresciute attività commerciali, fu indispensabile garantire la regolarità dei collegamenti e, siccome nessun imprenditore privato mostrò interesse al riguardo, dovette farsene carico lo Stato. Il primo tentativo di un servizio pubblico fu sperimentato nel 1767 obbligando le barche trapanesi autorizzate alla pesca del corallo nelle acque dell’isola a mettere a disposizione del Governatore una barca per il trasporto di dispacci a Palermo. Ma il servizio divenne regolare solo nel 1786, quando il Governo lo sovvenzionò. Capitan Pietro Calderaro, uno dei più assidui trasportatori palermitani che aveva anche preso moglie ad Ustica, assunse il servizio postale assicurando due viaggi al mese col suo schifazzo, la Regia Corriera. Dopo un breve periodo (1830-1835) di impiego di reali lancioni il servizio tornò in mano alla famiglia Calderaro e Salvatore succederà al padre Pietrosi è distinto per le sue azioni di contrasto ai corsari per le quali fu insignito del titolo di Alfiere di Marina. Nel 1856 subentrarono i Florio, che tennero il servizio sino al 1911 impiegando piccoli bastimenti sino al 1906 quando entrò in linea il Napoli di 251 tonnellate.

    La frequenza da bimensile diverrà settimanale nel 1887 e bisettimanale dal 1893. Nel 1912 assume il servizio la società Sicania impiegando il vaporettoUstica con frequenza quadrisettimale. Nel 1954 sarà immessa in linea la M/N Nuova Ustica, 450 tonnellate, che segnerà l’avvio dei servizi moderni, successivamente svolti da navi di maggiore tonnellaggio e da aliscafi. Il problema dell’approdo venne affrontato in un tempo successivo e trovò una soluzione ingegnosa nell’Ottocento: i passeggeri e le merci venivano trasbordati dalla nave, alla fonda in rada, su barche a remi che le si affiancavano. Sulla spiaggia si disponeva di un sistema semplice e ingegnoso per non far bagnare passeggeri e merci: si trattava del pontile di legno, un piano inclinato che dalla spiaggia veniva spinto in mare su due grosse ruote di carretto in modo da far da ponte tra la barca e l’asciutto. Per la sua esposizione a sud, centro nevralgico dei collegamenti fu la Cala Santa Maria, ma, quando imperversava lo scirocco ed il libeccio, lo sbarco di persone e cose avveniva sugli scogli della costa settentrionale.

    La costruzione di un molo fisso poté essere realizzato, dopo insistenti richieste, solo alla fine degli anni Venti, quando venne realizzata la Banchina Barresi nella Cala S. Maria, ma passeggeri e merci continuarono a sbarcare con la barca. L’attracco della nave si rese possibile solo nel 1967 con la costruzione del primo molo; l’altro, sulla costa nord, venne realizzato nel 1985. La mostra racconta le tappe della storia dei collegamenti attraverso documenti e immagini. Alcune di esse sono state raccolte per soci e visitatori in una apposita cartella.

    MO andar per ustica 1

    MO andar per ustica 2

    MO andar per ustica 3

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