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Le ceramiche Usticesi

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Una raccolta di opere proveniente dal Museo Mormino di Villa Zito

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La mostra fotografica dell’usticese Bruno Campolo

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Una significativa e preziosa mostra documentaria sugli esiliati libici durante il periodo coloniale

I confinati:

Oppositori politici al confino di polizia nell'Italia fascista

Ustica com'era

Mostra allestita nel 2005 in una suggestiva stradina del centro storico con originali di cartoline ed album

Le Carte della Sicilia

Mostra sulla cartografia antica della Sicilia

 

Anni Venti e confinati

Le due giornate di studio dedicate a Nello Rosselli con il convegno Nello Rosselli storico e antifascista

Andar per Ustica

Le ricerche condotte dal Centro Studi nel suo decennio di attività

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News

  • 08/09/2015

    Assalto dei corsari dell'8 settembre 1762

    08/09/2015

    Il primo nucleo di coloni, costituito da ottantacinque famiglie eoliane, giunse nell’isola nel 1763, difeso da guarnigioni di soldati ed accompagnato da operai addetti, sotto la direzione di regi ingegneri, alla costruzione delle fortificazioni, degli edifici pubblici e del centro abitato. A loro si deve lo spietramento e la messa a coltura dei terreni, la realizzazione di strade interne e delle prime case coloniche. Altro tentativo di colonizzazione c’era stato, però non autorizzato: nel 1761 un gruppo di liparoti si era trasferito a Ustica, ma l’8 settembre del 1762, dopo aver rintuzzato alcuni tentativi dei corsari, i coloni furono sorpresi da questi nel sonno e tratti in schiavitù a Tunisi.

    The first group of settlers, made up of eighty-five Aeolian families, arrived in 1763, escorted by garrisons of soldiers and together with workers assigned, under the supervision of royal engineers, to the construction of the fortifications, the public buildings and the village. It was them who cleared the land of stones and cultivated it for the first time and built internal roads and the first farmhouses. An unauthorized colonization had already been attempted in 1761, when a group of Liparoti had moved to Ustica. But, on September 8, 1762, after driving off some corsair assaults, the settlers had been caught in their sleep and deported as slaves to Tunis

Mostre

  • Le Carte della Sicilia

    Mostra sulla cartografia antica della Sicilia

     

    Le Carte della Sicilia

    In una delle antiche carte esposte in questa Mostra, la Sicilia appare come un rozzo triangolo equilatero, circondato da una moltitudine di isolette la cui posizione è assolutamente casuale: Capri è affiancata a Salina, Malta si specchia nelle acque di Ragusa, Ustica - se c’è - è priva di nome. 

    La Sicilia ha scontato così, fino all’epoca dei Lumi e del Grand Tour, la sua distanza dall’Europa: la cartografia sembrava alimentarsi più di miti e di leggende, che dei rapporti puntuali di esperti navigatori e dei nuovi e più accurati metodi di rappresentazione piana della superficie terrestre elaborati da illustri matematici. 

    La geografia dell’immaginario non ha risparmiato le poche carte medievali e rinascimentali della nostra Ustica, che per Boccaccio era ‘piccioletta isola quasi a Trapani dirimpetto’; per Giacomo Gastaldi e Giovanni Antonio Magini una stretta coppia di due isole; per Giovan Battista Homann una sola isoletta ma con due possibili nomi:Lustrica e Evonimo, forse reminiscenze latine di rocce ignee eruttate dalle bocche dei suoi vulcani.

    La raffinata mostra  La Sicilia di carta. Le Carte della Sicilia, provienente dalla Collezione di stampe e disegni e dalla Biblioteca del Museo d’Arte e Archeologia “Ignazio Mormino”della Fondazione Banco di Sicilia, è stata allestita nel 2007.

     

    Per approfondimenti leggere l'articolo:
    * La Sicilia di carta. Le carte di Sicilia, di Francesco Bucchieri, in “Lettera” n. 28-29 gennaio-agosto 2007.

    MO Sicilia di carta 1

    MO Sicilia di carta 2

    MO Sicilia di carta 4

    MO Sicilia di carta 5

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